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La tagliata di manzo è una pietanza per tutte le stagioni. Si può fare alla griglia o alla piastra ma, senza braci o barbecue, anche in padella viene bene. In questa ricetta prepariamo la tagliata di manzo con rucola e pomodorini datterini per un gusto completo dell'aromaticità della rucola e della fresca dolcezza dei pomodorini datterini. 

Difficoltà Ricetta per Preparazione Cottura Costo
     
 Facile 2 persone 10 min.
10 min. € 10  

 

 

 

 
Cosa serve
Ingrediente Quantità
 Tagliata di manzo (fesa,  noce,..) gr. 600 
 Pomodorini Datterini gr. 200
 Rucola fresca selvatica   gr.  80  
 Olio Extra Vergine Oliva q.b. 
 Sale q.b. 
 Pepea q.b. 
   

 Preparazione

  • Lavare i pomodorini datterini in acqua fresca corrente, asciugarli e tagliarli a metà.
  • Lavare e centrifugare la rucola e lasciare asciugare.
  • Dividere la rucola in due parti. Tritare la prima parte finemente, mentre la seconda parte, da cui avrete accantonato alcune foglie intere, verrà tritata in modo più grossolano.
  • Se necessario rifilare la carne da eventuali nervature (non dovrebbero essercene se il macellaio ha lavorato bene), rendendo la forma della carne abbastanza regolare, con un'altezza di circa 2 centimetri.

Cottura

  • Scaldare in una padella antiaderente un filo d'olio extravergine di oliva.
  • Appena l'olio è ben caldo tuffare i pomodorini datterini e la rucola tritata finemente.
  • Mescolare di tanto in tanto fino a quando i pomodorini iniziano ad ammorbidirsi ed a rialsciare l'acqua d vegetazione.
  • Aggiungere i pezzi di tagliata scottandoli per pochi secondi su ogni faccia, inclusi il lati, servendovi della pinza.
  • Procedere girando la tagliata al massimo un paio di volte fino a raggiungere la cottura desiderata.
  • Aggiustare di sale e pepe ed aggiungere la rucola rimasta.
  • A fuoco spento togliere la tagliata di manzo e porla su un tagliere, quindi "tagliarla" a fette di spessore medio (da 0,5 a 1 centimetro) secondo la vostra preferenza.
  • Disporre le fettine di Tagliata sul letto di rucola e pomodorini datterini e guarnire con le foglie di rucola cruda.
Martedì, 01 Aprile 2014 13:26

Azdora Storia e Significato

In Romagna, l'Azdora è una figura di primo piano e nota  a tutti. A beneficio di coloro che non appartengono alla terra romagnola, l'articolo che segue aiuterà a comprendere meglio chi è, e tutto il mondo che le ruota intorno. 

Buona lettura!

 

“…..In Romagna l'Azdora, o meglio, le azdore sono un simbolo del nostro territorio, unitamente alla piadina e i bagnini.

Solo che ormai, a differenza degli altri due, sono estinte.

Questa figura quasi leggendaria si trova raramente e, quando la si incontra, riveste solitamente tutte le caratteristiche di un personaggio “felliniano”.
I più anziani naturalmente le ricordano e le hanno viste all’opera, ma per i più giovani – e parlo già delle generazioni dei primi anni ’60 – sono perlopiù personaggi della memoria.

Ma chi era l’azdora ? In realtà era la “reggitrice” della casa in particolare nelle famiglie contadine, di solito la moglie dell’azdor, del capo famiglia.

E quindi l’azdora era anche la regina del focolare e della cucina. Detta così ha un sapore quasi fiabesco, ma le cose non stavano esattamente in questo modo.

La sua vita era segnata da enormi sacrifici – le famigliole non erano “corte” come ora, avere 7-8 persone da accudire era il minimo – e da rapporti interfamiliari a volte incestuosi, finalizzati però al “mantenimento del capitale” – la terra – più che a una morbosità deviata. L’azdora rimane un simbolo positivo di un’operosità instancabile e il cardine del tradizionale nucleo famigliare in Romagna.
Passando al lato più squisitamente gastronomico, era lei cui andavano i meriti quando, seduti a tavola, le persone mangiavano di gusto i buoni piatti che preparava, complice “e su sciaddur” (il suo matterello). Anche perché in Romagna il “piatto” per eccellenza di tutta la proposta gastronomica è la pasta, naturalmente fatta a mano.

Potevano anche non essere delle perfette “sfogline”, ma sicuramente sapevano “tirare” la sfoglia di svariate uova o quella “matta” - senza uova, la nostra è stata a lungo una terra dove la miseria era di casa - evitando che si rompesse e mantenendo la necessaria “rugosità” , che serve a trattenere meglio il condimento , deliziando i palati con le tipiche ricette della nostra terra.

E’ quindi intuibile lo stretto legame che intercorre tra le azdore e le sfogline, legame che spesso si sovrappone confondendosi.
Pasta si diceva, in un trinomio tutto romagnolo: azdore, sfogline e minestre (come si usa chiamare la pasta da noi).

Quando affermo che sono le minestre il nostro segno di riconoscimento principale lo dico a ragion veduta poiché nessun’altra regione, nelle paste fresche, ha la ricchezza di quelle della tradizione concentrata in Emilia e Romagna che, per la fantasia dei nomi e il numero dei formati, ha un indiscutibile primato.
A sostegno di quanto affermo cito alcune minestre che potranno essere in parte famigliari e rendono l’idea della varietà cui facevo riferimento poc’anzi.

Tortelli, cappelletti, ravioli, garganelli, passatelli, tagliatelle, tagliolini, strozzapreti, zuppe, gnocchi e gnocchetti, per citare i più famosi, ma tra le paste “dimenticate”, e oggi più difficili da reperire nelle osterie e ristoranti, sono assolutamente da citare i bigul (bigoli), i curzul (letteralmente lacci da scarpe, pasta quaresimale fatta di solo acqua e farina, ottimi con il sugo di scalogno), i giugétt (giogetti), gli ingannapoveretti, i malfattini, i maltagliati, gli orecchioni, i strichétt (nastrini) e gli scrichètt, i qudrelli, la spoja lorda (minestra “sporca” di raveggiolo, il formaggio che rimaneva dal ripieno dei cappelletti o dei tortelli), i sbrofabérba, i tajadlòtt (una delle minestre più povere del periodo estivo), i voltagabàna, i zavardòn (tra le più “miserabili”).
Se a tutte queste minestre aggiungiamo le varianti asciutta o in brodo e pensiamo alla vasta tipologia dei condimenti – in base anche alla stagionalità - potete comprendere il “patrimonio” in nostro possesso e che, questo è un mio grande cruccio, non dovrebbe disperdersi.

La memoria di un popolo rimane anche attraverso le sue espressioni enogastronomiche e di civiltà della tavola. Fortunatamente le numerose sagre che si tengono nel nostro territorio svolgono questa funzione di tutela nella quasi totalità dei casi.”

 

Scritto da Pierangelo Raffini e pubblicato su Il Domani di domenica 7 settembre 2008

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Martedì, 01 Aprile 2014 13:26

chi sono

Sono nata in una caldissima notte d’agosto del secolo scorso.
La luna era ancora una sfera luminosa non raggiunta dall’uomo, compagna fedele di sogni e desideri sussurrati.
Sono cresciuta in un piccolo paese di collina.
Ero l’ombra silenziosa di mia sorella maggiore che mi ha insegnato a scrivere, a leggere, ad andare in bicicletta, a lottare e a difendermi.
Correvamo nei campi e l’erba ci solleticava le gambe mentre scorrazzavamo per prati in cerca di papaveri.
Ho profondamente amato quei luoghi durante la mia infanzia perché rappresentavano spazi aperti e libertà e poi li ho odiati durante la mia adolescenza perché, al contrario, erano diventati stretti ed oppressivi.
E ora nel tempo della mia maturità ho imparato ad apprezzarne le qualità ed accettarne i limiti.

Così un po’ come per tutte le cose e le persone.

Adoro stare in mezzo alla gente, ma ne “addomestico” poche. E quelle sono davvero per me come la rosa per il Piccolo Principe.

 

Ho una migliore amica che è la stessa da trent’anni. Praticamente da sempre.

Ho un grande amore che non lo è da sempre, ma lo sarà per sempre, per tutto il tempo a venire.

Ho lasciato il mio paese per studiare all’università e poi per lavorare.
E ho cercato di rinnovarmi sempre e di cambiare: idee, desideri, sogni, stile di vita, abitudini.
Sono curiosa.
Mi piace viaggiare e fare le fotografie.
Mi piacciono le fragole e la cioccolata e i fiori vivi.
Mi piaciono i quadri di Van Gogh e anche lui che credo fosse un genio.
Mi piacciono le canzoni di Baglioni.
Mi piace mangiare e ovviamente cucinare. La cucina è svago, passione e spesso una necessità.  
Nel tempo ho dedicato alla cucina un tempo ed una cura sempre maggiore.
E da vera romagnola, sono proprio un'Azdora.
Noi siamo quello che mangiamo. Traduciamo nel cibo anche un po’ del nostro modo di vedere il mondo.

Non ho mai smesso di sognare ad occhi aperti.
E cerco di mantenere lo stupore di quando ero bambina.

Perché tutti i grandi sono stati bambini, solo che molti non se lo ricordano!

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La Torta di Riso è un dolce talmente classico da averne infinite personalizzazioni. Questa ricetta della Torta di Riso è più simile alla tradizione bolognese e si può personalizzare con gli amaretti (in questa ricetta) o con un'abbondante dose di canditi. E' un dolce non particolarmente complicato, richiede un certo tempo, ma ricompensa con un contributo calorico importante ed un costo contenuto.

Difficoltà Ricetta per Preparazione Cottura Costo
     
 Facile 12 persone 60 min.
60 min. € 5  

 

 

 

 
Cosa serve
Ingrediente Quantità
 Riso Arborio gr. 200 
 Latte intero l. 1 
 Zucchero gr. 180
 Amaretti gr. 80
 Uova n. 5 
 mandorle gr. 100 
 canditi (opz.) gr. 150 
 Liquore Mandorla amara 1 bicchierino 

 Preparazione

  • Mettere a scaldare il latte con lo zucchero.
  • Quando inizia a bollire aggiungere il riso e cuocerlo per 20 minuti circa e comunque fino ad assorbimento completo del latte.
  • Trasferire il riso in un casseruola.
  • Sbriciolare gli amaretti e amalgamarli al riso ancora caldo.
  • Lasciare raffreddare a temperatura ambiente per circa un'ora.
  • Sbattere in una terrina capiente 5 uova senza montarle.
  • Amalgamare il composto di riso alle uova sbattute.
  • Aggiungere le mandorle tritate finemente.
  • Versare nel composto un bicchierino di mandorla amara.
  • Unire, se graditi, i canditi.
  • Mescolare bene.

Cottura

  • Accendere il forno in modalità statica a 170°.
  • Foderare una teglia con carta forno bagnata e strizzata.
  • Versare il composto di riso e uoba e livellare bene.
  • Infornare e cuocere per un'ra circa.
  • Servire la Torta di Riso  porzionando con un coppapasta e guarnendo con granella di amaretti. 

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Crostata di ricotta: un dolce delizioso!. Questa è la ricetta per cucinare un'insolita crostata perchè anzichè utilizzare la classica marmellata o frutta fresca, il ripieno è fatto di una buonissima crema di ricotta arricchita dai pinoli. Si può scegliere il tipo di ricotta che più si gradisce: il dolce risulta buonissimo sia con l'utilizzo di ricotta vaccina che con quella di pecora. Nel primo caso il gusto è più delicato, nel secondo è più intenso. E' un dolce buonissimo anche per i bimbi.

Difficoltà Ricetta per Preparazione Cottura Costo
     
 Media 6-8 persone 50 min. 35 min. € 7 -8

 

 

 

 
Cosa serve
Ingrediente Quantità
per la base:
 farina gr. 300
 zucchero gr. 150
 burro  gr. 70
 uova n. 2 (piccole)
 lievito  1 bustina
 per il ripieno:
 uova n. 2
 ricotta gr. 400
 zucchero semolato 3  cucchiai
 scorza di limone q.b.
 liquore (es. sambuca) 1 cucchiaio
 pinoli 2 cucchiai

Preparazione della base

  • Tagliare il burro a pezzetti e farlo ammorbidire a temperatura ambiente.
  • In una ciotola setacciare la farina e mescolarla al lievito. Unire lo zucchero.
  • Aggiungere lo zucchero e il burro e amalgamare il tutto formando delle briciole.
  • Incorporare le uova.
  • Formare un panetto e trasferirlo in frigorifero a riposare per 30 minuti. Nel frattempo preparare il ripieno.

 Preparazione del ripieno

  • Lavorare bene la ricotta con un cucchiaio di legno. Mescolare lo zucchero alla ricotta ed amalgamare bene.
  • Rompere le uova e separare i tuorli dagli albumi.
  • Aggiungere, alla ricotta,i tuorli, la scorza di limone e il liquore e mescolare accuratamente fino ad ottenere una crema liscia e senza grumi.
  • Montare a neve gli albumi ed incorporarli alla crema di ricotta. Mescolare dall'alto verso il basso delicatamente per non smontare la cema.

Composizione e Cottura  del dolce

  • Accendere il forno a 180°.
  • Stendere l'impasto su un foglio di carta forno in modo da rivestire il fondo e le pareti di una tortiera rotonda di 24-26 cm (o a piacimento imburrare lo stampo...), tenendone una piccola parte per la formazione delle strisce di copertura.
  • Bucherellare il fondo della pasta.
  • Versare nello stampo la crema di ricotta.
  • Ricavare dalla pasta rimasta delle strisce e disporle a griglia sul dolce, fondendole con il bordo.
  • Distribuire sulla superficie dei pinoli (la quantità è a piacere).
  • Cuocere in forno per 30 minuti.
  • Lasciare dentro, a forno spento, per altri 5 minuti.
  • Sfornare, lasciare raffreddare e servire la crostata di ricotta, spolverizzando la superficie con zzucchero a velo.

 

Suggerimenti:

 Come stendere l'impasto

Posizionare il panetto di impasto su un foglio di carta da forno e infarinarlo  bene. Appoggiare un secondo foglio di carta e quindi stendere il tutto con il mattarello. In questo modo la protezione del secondo foglio sull’impasto eviterà che si attacchi al mattarello.

 

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Cannelloni con prosciutto cotto e carciofi: un primo importante per il pranzo delle feste. I cannelloni sono preparati con sfoglia fresca, ma, per i meno esperti, è possibile comprare direttamente i rettangoli di sfoglia. Il ripieno è formato da ricotta (se vi piace un gusto deciso potete utilizzare ricotta di pecora) prosciuutto cotto e carciofi. Un mix gustoso da provare quando la stagione fornisce carciofi freschi. In alternativa possiamo utilizzare dei carciofi surgelati. Resta inteso che il gusto ne risente....

Difficoltà Ricetta per Preparazione Cottura Costo
     
 Facile 4 persone 60 min. 20+30 min. € 8-10

 

 

 

 
Cosa serve
Ingrediente Quantità
 sfoglia all'uovo 16 rettangoli
 prosciutto cotto gr. 200
 carciofi n. 3
 ricotta gr. 300
 parmigiano reggiano  gr. 70
 per la besciamella:
 burro
gr. 50
 farina  gr. 50
 latte ml. 500
 noce moscata, sale,
 olio evo
q.b.

Preparazione della besciamella

  • Far sciogliere il burro e aggiungere la farina continuando a mescolare sul fuoco.
  • Quando il roux è pronto far cadere il latte freddo a filo e mescolare con un mestolo di legno fino a quando la salsa non si sarà addensata.
  • Spegnere il fuoco e aggiungere un po’ di sale e di noce moscata grattugiata. Lasciar riposare la besciamella mentre prepariamo il ripieno.

Preparazione del ripieno

  • Pulire i carciofi eliminando le foglie esterne dure e le punte. Tagliare il gambo alla base del carciofo. Pulire anche il gambo eliminando la parte esterna e tenendo la parte centrale.
  • Tagliare i carciofi a metà e lavarli. Metterli a bagno in una ciotola con acqua e succo di limone.
  • Tagliare i carciofi a spicchi sottili e i gambi a rondelle.
  • Grattugiare il parmigiano.
  • Mettere a scaldare un pò d'olio in una padella. Aggiungere i carciofi. Aggiustare di sale e pepe e cuocere per circa 15 - 20 minuti cercando di evitare che i carciofi si secchino (utilizzare acqua calda, se necessario).
  • Spegnere il fuoco.
  • Scolare i carcifi e tritarli con la mezzaluna.
  • In una ciotola riunire la ricotta, i carciofi tritati, il parmigiano grattugiato, la noce moscata e aggiustare di sale.
  • Mescolare fino a quando non saranno amalgamati tutti gli ingredienti. Aggiungere anche due/tre cucchiaiate di besciamella in modo da rendere il composto più morbido.

Composizione e cottura

  • Lessare i rettangoli di pasta in abbondante acqua, scolarli, passarli in una ciotola piena di acqua fredda in modo da bloccare la cottura, infine farle asciugare su un telo bianco (NB: è lo stesso procedimento che si adotta ogni volta per le lasagne).
  • Comporre i cannelloni mettendo una fetta di prosciutto cotto su ciascun rettangolo di sfoglia. Aggiungere, sopra al prosciutto, una striscia di ripieno di ricotta e carcofi lungo uno dei bordi (il più corto) e arrotolare la sfoglia attorno in modo da comporre un cilindro. In alternativa si può spalmare un po’ del ripieno con una spatola sulla sfoglia (rivestita di prosciutto cotto) nel senso della lunghezza ed arrotolare la sfoglia a cilindro.
  • Mettere sul fondo di una teglia un po’ di besciamella. Sistemare i cannelloni in un solo strato.
  • Ricoprirli con la besciamella residua, mettendone un pò sopra ciascun cannellone.
  • Aggiungere una manciata di parmigiano grattugiato e qualche fiocchetto di burro. Infornare a 170° per 20 minuti circa e comunque fino a quando la superficie è dorata. Consigliamo di mettere in forno la teglia coperta con un foglio di alluminio per i primi 10 minuti e di lasciare scoperta per gli ultimi 10 minuti.
  • Servite i cannelloni con prosciutto cotto e carciofi ben caldi per gustarne appieno le fragranze.

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Gramigna con prosciutto funghi verdure e mascarpone: una ricetta semplice per un primo piatto ricco di sapore. Si utilizzano funghi champignon e zucchine saltati in padella, a queste verdure si aggiunge il prosciutto crudo rosolato che conferisce sapidità al piatto. La mantecatura è fatta con il mascarpone per un sapore del tutto inedito. Da provare!

Difficoltà Ricetta per Preparazione Cottura Costo
     
 Facile 4 persone 10 min.
20 min. € 5

 

 

 

 
Cosa serve
Ingrediente Quantità
 pasta tipo gramigna gr. 320
 prosciutto crudo gr. 100
 zucchine medie chiare  n. 2-3
 funghi champignon  gr. 300
 mascarpone gr. 200
 parmigiano reggiano gr. 50
 sale, pepe, olio evo  q.b.

 Preparazione

  • Pulire le zucchine, lavarle e tagliarle dapprima nel senso della lunghezza in 4 pezzi e poi a fettine sottili.
  • Pulire i funghi, lavarli e tagliare anche questi a fette sottili.
  • Tagliare a pezzetti anche il prosciutto crudo.

     

Cottura

  • Mettere abbondante acqua in una casseruola per la cottura della pasta.
  • Mentre l'acqua giunge a bollore preparare il condimento.
  • In una padella antiaderente, far scaldare l'olio e soffriggere le zucchine tagliate.
  • Dopo qualche minuto, quando le zucchine sono quasi cotte, aggiungere i funghi champignon tagliati e portare a cottura le verdure.
  • Aggiustare di sale e pepe.
  • Quando le verdure sono cotte aggiungere il prosciutto e far rosolare un paio di minuti.
  • Spegnere il fuoco e aspettare che la pasta sia cotta.
  • Quando l'acqua bolle, salare con sale grosso e tuffare la gramigna. Cuocere per il tempo indicato nella confezione.
  • Una volta che la pasta è cotta, trasferirla nella padella con il condimento aggiungendo qualche cucchiaio di acqua di cottura della pasta.
  • Riaccendere il fuoco. Mescolare con un cucchiaio di legno per amalgamare la pasta al condimento.
  • Aggiungere il mascarpone e mantecare la pasta per qualche minuto.
  • Spolverare con il parmigiano grattugiato e portare in tavola la gramigna con prosciutto funghi verdure e mascarpone.

 

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Pubblicato in Pasta&Riso con Carne

Lonza di maiale con erba cipollina e aceto balsamico: un secondo gustoso e velocissimo. La ricetta è molto semplice: tenere fettine di lonza di maiale saltate in padella e arricchite con erba cipollina e aceto balsamico. Un secondo alla portata di ogni cuoco e che si prepara in 10 minuti.

Difficoltà Ricetta per Preparazione Cottura Costo
     
 Facile 4 persone 5 min.
10 min. € 6

 

 

 

 

 
Cosa serve
Ingrediente Quantità
 fettine di lonza gr. 500
 erba cipollina n. 3- 4 rametti
 aceto balsamico q.b.
sale, pepe, olio evo q.b

 Preparazione

  • Lavare l'erba cipollina e tagliarla a pezzetti.
  • Appiattire le fettine di lonza di maiale con un batticarne e pulirle di eventuali parti grasse o nervetti.

 

Cottura

  • Mettere a scaldare un pò d'olio in una larga padella che possa contenere le fettine in un solo strato.
  • Quando l'olio è caldo, mettere le fettine di lonza di maiale a cuocere. Salarle, peparle e girarle per un paio di volte.
  • Aggiungere l'erba cipollina tagliata a pezzetti. (In alternativa si puà utilizzare anche erba cipollina secca venduta in barattoli).
  • Completare la cottura.
  • Spruzzare sulla carne l'aceto balsamico. NB: la quantità utilizzata è in funzione del gusto personale.
  • Spegnere il fuoco e servire la lonza di maiale con erba cipollina e aceto balsamico ben calda, accompagnata da un contorno di spinaci.

Insalata con funghi, sedano e grana padano: un contorno fresco e appetitoso. Il sapore dei funghi champignon è perfetto con quello del sedano e del grana padano. Essenziale è usare delle verdure freschissime. Gli champignon sono funghi coltivati che posono essere impiegati in moltissime preparazioni: in questo caso vengono utilizzati crudi, per questo è necessario verificare che siano freschi, con il gambo intatto e la polpa bianchissima. Oltre che come contorno, può essere servita come antipasto

 
Cosa serve
Ingrediente Quantità
 fiìunghi champignon gr. 400
 sedano bianco 1 costa
 grana padano gr. 50
 sale, pepe, olio evo q.b.

Preparazione

  • Pulire i funghi e lavarli sotto l'acqua corrente.
  • Pulire il sedano eliminando i filamenti esterni. Lavarlo.
  • Tagliare il grana padano a scaglie utilizzando un pelapatate.
  • Tagliare i funghi a fettine sottili.
  • Tagliare il sedano a pezzetti.
  • Comporre l'insalata di funghi, sedano e grana padano sul piatto da portata mettendo un primo strato di funghi, uno strato successivo di sedano e completare con le scaglie di grana padano.
  • Condire con sale, pepe e olio evo a piacere.
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Piadina romagnola con mascarpone e nutella: la ricetta che trasforma la piadina romagnola in un dolce speciale. Sì, perchè la piadina romagnola è buona anche servita con ingredienti dolci: ne risulta un dolce insolito con una base neutra e un ripieno stra-goloso. L'unione di mascarpone, amaretti, e pere, abbinati alla nutella fanno di questo dolce una prelibatezza molto apprezzata anche dai bimbi.

 

 
Cosa serve
Ingrediente Quantità
 piadina sottile (tipo Riccione)  n. 2
 mascarpone gr. 200
 nutella  n. 4- 6 cucchiai
 zucchero n. 2 cucchiai
 amaretti n. 8
 pere abate  n. 1

Preparazione

  • Unire lo zucchero al mascarpone e mescolare bene.
  • Aggiungere gli amaretti sbriciolati e realizzare una crema di mascarpone.
  • Sbucciare la pera e tagliarla a dadini piccolissimi.

Cottura

  • Mettere a scaldare il testo per scaldare la piadina romagnola. NB: se non si dispone del testo si può utilizzare una padella antiaderente.
  • Scaldare una piadina da entrambi i lati.
  • Togliere la piadina dal fuoco e coprire una metà con la crema di mascarpone, lasciando un piccolo bordo scoperto. Aggiungere la pera a dadini.
  • Spalmare, sull'altra metà di piadina, la nutella.
  • Arrotolare la piadina su se stessa, partendo dal bordo laciato scoperto, formando un rotolo.
  • Appiattire il rotolo con una spatola.
  • Preparare così anche l'altra piadina.
  • Servire il rotolo di piadina romagnola cone mascarpone e nutella diviso in due parti.

Informazioni aggiuntive

  • Livello difficoltà Facile
  • Dosi per 2
  • Tempo prep. 5 minuti
  • Tempo cottura 10 minuti
  • Tempo totale 15 minuti
  • Costo € 6-7

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